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Il Comune di Palermo adotta il PEBA

Dopo quarant'anni dall'emanazione della legge che li istituisce, il Comune di Palermo si dota del Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA). Il documento di pianificazione è stato fortemente voluto dalla giunta comunale guidata dal sindaco Roberto Lagalla e dal consiglio comunale, che ha stanziato le risorse necessarie per la prima redazione dell'opera, attesa dalle associazioni delle persone con disabilità e da tutta la cittadinanza.

Un piano strategico per l'accessibilità universale

La giunta comunale ha adottato il Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche come strumento strategico per disegnare il percorso di accessibilità universale della città nei prossimi anni. Il piano è stato redatto dall'architetto Irene Calabria in raccordo con il responsabile unico del procedimento, l'ingegnere Fabio Granata, e con il capo area della pianificazione urbanistica, l'ingegnere Marco Ciralli. Il documento sarà pubblicato per trenta giorni sul portale istituzionale e all'albo pretorio online per raccogliere osservazioni e contributi da parte di cittadini, associazioni e consulte sociali prima dell'approvazione definitiva da parte del consiglio comunale.

Analisi del territorio e immobili censiti

Il PEBA nasce da un'analisi capillare del territorio comunale che ha permesso di censire ottantuno immobili di proprietà comunale, tra cui ventisei asili, ventotto scuole, ventiquattro sedi amministrative e istituzionali e tre musei. A questi si aggiungono sette siti UNESCO, i principali percorsi pedonali storici e cittadini, oltre a piazze e aree verdi di tutta la città. Ogni elemento è stato rilevato sul campo, fotografato e georeferenziato in un database geografico dinamico su piattaforma Google Earth.

Fasi di intervento e stima economica

Sulla base dei rilievi effettuati è stata definita una prima graduatoria di priorità e una stima economica complessiva pari a circa centododici milioni duecentottantamila euro. Il cronoprogramma si articola in tre fasi distinte:

  • Interventi prioritari su asili, scuole e uffici pubblici nel breve periodo tra uno e tre anni.
  • Riqualificazione dei percorsi UNESCO e storici nel medio periodo tra quattro e sette anni.
  • Rigenerazione diffusa della viabilità cittadina, delle aree verdi e del patrimonio storico-vincolato nel lungo periodo oltre i sette anni.

Oltre le barriere fisiche: l'Universal Design

Il piano adotta i principi dell'Universal Design per affrontare non soltanto le barriere fisiche, ma anche quelle sensoriali, cognitive e organizzative. L'obiettivo è restituire alla cittadinanza percorsi, edifici e spazi pubblici realmente fruibili da chiunque, indipendentemente dall'età o dalla condizione fisica e sensoriale.

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